Origine ed evoluzione delle rogge Isacchina e Contessa

Alla riscoperta della “civiltà delle rogge”

Divulgazione

Grazie al contributo economico della Regione Veneto, siamo riusciti a pubblicare il libro “Origine ed evoluzione delle rogge Isacchina e Contessa”, ricerca storica svolta a cura della professoressa Antonietta Curci, esperta e appassionata cultrice della materia, su iniziativa del direttore del Consorzio, ingegner Umberto Niceforo.

Terminata alcuni anni fa la storia delle rogge irrigue derivate in sinistra idrografica del fiume Brenta, siamo quindi riusciti ad avviare il lavoro anche per la destra Brenta, prima con il lavoro sulla roggia Contarina, edito l’anno scorso, ed ora sulle rogge Isacchina e Contessa, canali artificiali che sono stati protagonista tra Nove, Pozzoleone e Schiavon.
In particolare l’utilizzo di tali canali derivati dal fiume Brenta è stato fondamentale non solo per l’agricoltura, attraverso l’irrigazione, ma anche per le attività industriali e artigianali del territorio, tenendo conto dell’uso energetico che veniva attuato grazie ai salti d’acqua. Sono di significativo interesse gli opifici che diedero alla manifattura ceramica caratteristiche di invidiata unicità, dal XIV secolo fino a tutt’oggi.
Di queste rogge viene illustrata l’origine, che fu piuttosto articolata, e se ne segue lo sviluppo successivo. Ne viene anche descritta l’attuale funzione e in qual modo le sue acque vengono utilizzate e gestite oggi.
“Gli sforzi del nostro Ente in una prospettiva didattica e culturale”, afferma il presidente, rag. Enzo Sonza, “possono continuare così ad accompagnarsi ai compiti operativi nel campo della bonifica idraulica e della irrigazione. Per poter apprezzare il presente, infatti, non bisogna dimenticare il nostro passato, un’epoca difficile ma gloriosa per quello che si è riusciti a fare, secoli fa, con mezzi nettamente inferiori a quelli attuali.
Ma oltre alle opere, è illuminante cogliere quello che c’era dietro: una grande visione che dava doverosa importanza all’acqua e alla sua gestione.

È questo l’insegnamento più grande che deve restare e che cerchiamo di attualizzare e diffondere, con il nostro lavoro quotidiano e anche con le ulteriori indagini storiche che trovano spazio in questo libro”.
Tale lavoro non è ancora terminato: speriamo quindi di poterlo completare in parallelo con la nostra attività, quotidiana, di manutenzione ed esercizio della rete idraulica, elemento centrale per il nostro comprensorio.
Appena possibile organizzeremo una presentazione pubblica del libro.

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