Origine ed evoluzione delle rogge Grimana Vecchia, Molina, Grimana Nuova e Rezzonico
Pubblicata ricerca storica
Grazie al contributo economico della Regione Veneto, siamo riusciti a pubblicare questo nuovo libro, ricerca storica della professoressa Antonietta Curci, cultrice della materia, su iniziativa del direttore del Consorzio, ingegnere Umberto Niceforo.
Terminata alcuni anni fa la storia delle rogge irrigue della sinistra idrografica del fiume Brenta, siamo quindi riusciti a completare il lavoro anche per la destra Brenta con quest’ultimo riguardante le rogge Grimana Vecchia, Molina, Grimana Nuova e Rezzonico: si tratta di canali artificiali che sono stati protagonisti nel territorio di vari comuni, da Pozzoleone fino a Campodoro. In particolare l’utilizzo di tali canali derivati dal fiume Brenta è stato fondamentale non solo per l’agricoltura, attraverso l’irrigazione, ma anche per le attività industriali e artigianali del territorio, tenendo conto dell’uso energetico che veniva attuato grazie ai salti d’acqua (il nome “Molina”, ad esempio, al proposito è emblematico).
Di queste rogge (la più antica risale al 1311) viene illustrata l’origine, che fu piuttosto articolata, e se ne segue lo sviluppo successivo. Ne viene anche descritta l’attuale funzione e in qual modo le sue acque vengono utilizzate e gestite oggi.
“È una grande soddisfazione”, afferma il presidente, rag. Enzo Sonza, “dopo molti anni di lavoro da parte del Consorzio, riuscire con questa pubblicazione a concludere la storia delle rogge irrigue derivate dal fiume Brenta.
In questo lungo percorso abbiamo avuto al nostro fianco una persona esperta ed appassionata come la professoressa Antonietta Curci, che ha svolto tutte le ricerche e con un’attività certosina ha recuperato un materiale immenso per mole e per valore.
Sono tornate così alla luce una serie di notizie e vicende che, diversamente, rischiavano di cadere nell’oblio. Fatti e realizzazioni che hanno trasformato luoghi ‘giarosi et inutili’, come venivano definiti, in ubertose campagne adacquate dall’acqua del nostro fiume, il Brenta: attraverso una miriade di canali, rogge e bocchetti che costituiscono ancora oggi un patrimonio di inestimabile valore per l’agricoltura e per l’ambiente.
Leggendo questo volume e gli altri si resta particolarmente soddisfatti per quello che i nostri predecessori, fin dai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia e anche prima, sono riusciti a costruire e a lasciarci in eredità. Era quindi doveroso lasciarne memoria scritta e cercare, con la nostra attività attuale e quotidiana, di proseguire in tutto questo, a beneficio della nostra e delle future generazioni.”
Appena possibile organizzeremo una presentazione pubblica del libro.


