Origine ed evoluzione del Consorzio
Pubblicata ricerca storica
È appena stata pubblicata una nuova edizione: “Chiare fresche e dolci acque – Origini e sviluppo del Consorzio di bonifica Brenta di Cittadella”.
Ormai da non pochi anni, con la collaborazione di cultori della materia, stiamo riscoprendo la storia “idraulica” del territorio.
Siamo partiti dai tempi più lontani, da quando cioè i principali canali sono stati scavati derivandoli dal fiume Brenta e portandoli alle campagne, in un vasto territorio che senza irrigazione non poteva essere coltivato. Era l’epoca della Serenissima Repubblica, quando le grandi famiglie veneziane hanno cominciato a implementare nell’entroterra le attività agricole e pre-industriali, prima singolarmente e poi associandosi in Consorzi (di roggia).
Ci mancava l’ultimo tassello: la trasformazione di questi numerosi e autonomi soggetti in un unico Gestore delle acque: il Consorzio di Irrigazione Brenta. Ciò è avvenuto proprio un secolo fa, nel 1922, su iniziativa di alcuni coraggiosi che hanno promosso la costituzione di una nuova Entità che potesse avere una visione di insieme e di interesse generale nella distribuzione idrica.
La ricerca è stata svolta da Luigi San Giovanni e Giancarlo Argolini, che su impulso di Flavio Bonifazi (figlio del primo Direttore del Consorzio) hanno studiato gli archivi storici e prodotto questo volume, con il coordinamento del nostro attuale Direttore, ing. Umberto Niceforo.
È un libro che con necessaria sintesi espone quello che è stato un lungo e difficile percorso, fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico, in cui l’agricoltura, ancora oggi, mantiene un ruolo essenziale: non solo per la produzione di cibi di grande qualità, ma anche per variegate valenze ambientali.
Ringraziamo la Regione Veneto che ancora una volta ci ha offerto la sua concreta collaborazione, finanziando la presente ricerca.
Solo guardandosi indietro con conoscenza e consapevolezza si capisce da dove veniamo e si riesce ad essere davvero grati a chi ci ha preceduto. Si comprende, inoltre, quanto è importante continuare a tenere in buona manutenzione ed esercizio le strutture ereditate dal passato.



