Il progetto Ferro
Ingegnere e rettore dell’Università di Padova
Consultando gli archivi storici del Consorzio nel campo delle Costruzioni Idrauliche, capita a volte di imbattersi in personaggi memorabili, che apportarono i loro contributi di idee e progetti anche al nostro territorio.
Tra questi si colloca l’ingegnere Guido Ferro, che per l’allora Consorzio “Irrigazione Brenta” (negli anni Trenta) fu progettista di una importante struttura irrigua, quella che oggi conosciamo come “canale Unico”.
In sintesi il progetto prevedeva i lavori necessari a riunire in un’unica presa e canalizzazione le acque prima derivate in varie località della sponda destra nei comuni di Bassano, Nove e Pozzoleone dalle rogge Isacchina Superiore, Antonibon, Contessa, Grimana Vecchia, Molina e Grimana Nuova-Rezzonico. La nuova presa fu prevista a Bassano del Grappa in corrispondenza della precedente presa della Roggia Isacchina Superiore.
Il progetto risale al 1935, ma anche a causa degli eventi bellici venne realizzato negli anni Sessanta; in particolare, con il Decreto Interministeriale n. 1640 del 21 marzo 1960 il Consorzio dell’epoca (denominato “Irrigazione Brenta”) fu autorizzato ad eseguire gli attesi lavori.
“Scavando” nella storia, si apprende che Guido Ferro nacque ad Este nel 1898 e morì a Padova nel 1976; conseguita nel 1920 a Padova la laurea in Ingegneria civile idraulica, nel 1927 ottenne la libera docenza in Costruzioni marittime e venne subito chiamato a coprire la cattedra della stessa materia presso l'Università di Padova. Nel 1935 divenne professore; fu preside della Facoltà di Ingegneria dal 1947 al 1948 e successivamente Rettore dell’ateneo padovano dal 1949 al 1968, quasi un ventennio.
Un personaggio illustre, quindi, che come Rettore promosse la costruzione del nuovo Policlinico, della nuova sede della Facoltà di Agraria e dei nuovi Istituti di Chimica organica, di Elettrotecnica e di Elettronica, l'acquisizione del palazzo demaniale del Capitaniato ed il suo adattamento a sede della Facoltà di Magistero, la creazione delle nuove sedi della Facoltà di Scienze politiche e degli Istituti di Geografia e di Lingue, la realizzazione a Legnaro dei campi sperimentali e del laboratorio.
Oltre a queste grandi e meritevoli attività, ebbe la ventura di occuparsi anche della razionalizzazione irrigua nel nostro comprensorio con il suo progetto, ancora oggi, a distanza di 90 anni, ricordato in Consorzio come “progetto Ferro”.
L’attuazione dell’opera testimonia la lungimiranza dell’ideatore ma anche la caparbietà del Consorzio promotore, nel proseguire nel tempo le iniziative anche tra mille difficoltà, in primis la Guerra mondiale.
Il canale Unico razionalizzò il percorso idrico e l’adduzione delle acque verso valle; ma negli anni successivi acquisì ulteriore importanza, alla luce di alcuni sostanziali cambiamenti intercorsi. Infatti, la costante riduzione degli affiori da risorgive, nella parte centrale del comprensorio, richiese di veicolare maggiori portate del Brenta verso valle; e in questo senso il canale Unico e le sue diramazioni furono fondamentali pure per questa nuova funzionalità. Nel tempo ciò ebbe a consolidarsi e accrescersi nel mentre, ahimè, le risorgive continuavano a ridursi in maniera inesorabile.
Al giorno d’oggi il “progetto Ferro” è tornato d’attualità proprio nel mentre si sta studiando come migliorare ulteriormente la “resilienza” ai fattori critici, legati non solo all’impoverimento delle risorgive (che purtroppo non si è arrestato), ma anche al cambiamento climatico.
In tali prospettive, interventi migliorativi sul canale Unico potrebbero arrecare importanti benefici ai nostri sistemi irrigui e sono allo studio nell’ambito più vasto di progetti finanziati al Consorzio da parte del Ministero dell’Agricoltura.




