Ex Consorzio Grappa Cimone
Pubblicata ricerca storica
È appena stata pubblicata una nuova edizione: “Consorzio del Grappa e del Cimone, una storia lunga cinquant’anni”.
In precedenza sono state effettuate meritevoli ricerche sugli antichi canali e relativi manufatti, realizzati secoli fa prendendo l’acqua dal fiume Brenta e portandola alle campagne, in una ampia zona che senza irrigazione non poteva essere coltivata. La gestione idraulica avvenne prima singolarmente e poi associandosi in Consorzi. Si è inoltre prodotto uno studio sulla trasformazione di questi numerosi e autonomi soggetti in un unico Gestore delle acque: il Consorzio di Irrigazione Brenta, a partire dal 1922.
Nella presente pubblicazione si va invece ad approfondire la storia di un altro Consorzio, poi confluito in quello attuale: il Grappa Cimone.
La ricerca è stata svolta dalla prof. Antonietta Curci, con il coordinamento del nostro Direttore, ing. Umberto Niceforo, e il supporto del nostro consigliere Bruno Lazzarotto, che è stato dipendente di questo ex Consorzio negli anni passati.
Con necessaria sintesi viene riportato il pioneristico e difficile percorso, dalla fondazione alla fusione, di questa Istituzione. Essa operò nel bassanese per una significativa area nella pedemontana, in precedenza completamente priva di infrastrutture irrigue e in cui l’agricoltura, quindi, si limitava alla mera sussistenza.
In questo contesto spiccano le figure del rag. Arturo Lombardi, amministratore e propulsore dell’Ente, e dell’ingegnere Gian Battista Boschetti, progettista geniale e personaggio di grande spessore.
“Portare l’acqua” a quei territori volle dire sviluppo sociale ed economico, in cui l’agricoltura, ancora oggi, mantiene un ruolo essenziale: non solo per la produzione di cibi di grande qualità, ma anche per variegate valenze ambientali.
Va ringraziata la Regione Veneto che ancora una volta ha offerto la sua concreta collaborazione, finanziando la presente ricerca.
È da parecchi anni che stiamo cercando di riscoprire gli aspetti storici del nostro ambito idraulico. È un valore culturale, ma anche una necessità per capire meglio l’origine di tematiche, problemi e soluzioni, oltre a un dovere nei confronti di chi ci ha preceduto e che, in modo illuminato, ha fatto fare passi da gigante al nostro territorio, grazie alla sapiente gestione delle acque.
Per guardare avanti, come cerchiamo di fare, dobbiamo sapere guardare anche indietro: comprendere è essenziale per deliberare. Dà un senso, inoltre, alla nostra missione, rendendoci conto che non siamo da soli, dietro di noi ci sono i sacrifici e i progetti di tante generazioni a cui dobbiamo grande gratitudine. È un costante invito ad agire sempre meglio e a far capire il fondamentale ruolo di una buona gestione idrica, un compito da proseguire nel quotidiano.







