Consorzio Bacchiglione Brentella

Avviata nuova ricerca storica

Divulgazione

Sul filone del pluriennale lavoro già svolto dalla professoressa Antonietta Curci, è stata avviata una nuova ricerca storica sul passato del Consorzio, in particolare sull’ex Consorzio di bonifica “Bacchiglione Brentella”.

Di questo per ora si ignora la data precisa di prima costituzione, ma essa può comunque localizzarsi prossima al 1799, dato che una planimetria del comprensorio consorziale, eseguita in quell’epoca, è conservata nella raccolta iconografica del Museo Civile di Padova. La planimetria, quanto mai esatta dal punto di vista topografico, porta il titolo “Disegno del Consorzio Brentella Bacchiglione, Tesina, Cereson, Arzer della Regina”.
Questo Ente si è costituito certamente dopo il 1796, perché una concessione di diritti d’acqua per uso irriguo di un importante canale di scolo, la Limenella, rilasciata in tale data, non fa menzione dell’esistenza del Consorzio avente responsabilità di sgrondo di acque e giurisdizione sui colatori.

Il Consorzio aveva al suo sorgere anche l’incarico di eseguire le opere necessarie alla difesa del comprensorio dalle piene dei fiumi Tesina e Cereson, compito che veniva nel 1921 assunto direttamente dallo Stato per i tratti di alveo a sud della strada Statale Vicenza-Padova e demandato ad un Consorzio appositamente formato, il “Consorzio Idraulico di terza categoria Cereson Nuovo e Vecchio”.
Il Consorzio “Bacchiglione Brentella” fu costituito nelle forme nelle quali è giunto fino a noi in data 29 novembre 1884; ma solo nel 1952, con Decreto del Presidente della Repubblica, venne effettuata la classifica di “comprensorio di bonifica” e fu riconosciuto come Ente di bonifica con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1956. L’Ente assunse la denominazione di Consorzio di bonifica “Bacchiglione Brentella” con sede in Padova, via Vescovado 7.
Il comprensorio consorziale riversava le sue acque soprattutto nel canale Brentella e nel fiume Bacchiglione.

Dei due recipienti, naturalmente, il più idoneo a ricevere le acque consorziali era il primo e alcune delle opere compiute nel passato hanno avuto lo scopo di trasferire lo sfocio di una aliquota di acque dal Bacchiglione, ove avveniva con palesi inconvenienti, al Brentella. Il canale Brentella rimane tuttora il principale recipiente delle acque di tale area.
La forma del comprensorio era allungata nel senso nord-sud. La diagonale che congiungeva i punti più lontani del comprensorio consorziale misurava 21 km. In tali punti si trovava anche la massima altitudine (a nord 31,70 metri sul mare) e la massima depressione (a sud 11,40 metri sul mare); per contro la dimensione massima nel senso della larghezza era di 8 km circa.
La pendenza dei terreni era in media di 1 m/km; essa era massima nei terreni siti più a nord e diminuiva gradatamente scendendo verso sud. Avvallamenti talora pronunciati, che denunciano ancora adesso, malgrado il livellamento provocato dal tempo, alvei di antichi fiumi, interrompevano il regolare declivio del piano coltivato.

In una porzione del comprensorio del Consorzio Bacchiglione Brentella si estendeva anche parte del comprensorio del sopra citato Consorzio Idraulico di terza categoria Cereson Nuovo e Vecchio, che aveva il compito della manutenzione e sistemazione dei predetti due fiumicelli e dei loro principali affluenti soprattutto in vista della difesa dalle loro piene.
La superficie consorziale ricadeva per 9.186 ettari in provincia di Padova e per 1.252 ettari in provincia Vicenza, per un’estensione complessiva di 10.438 ettari.

Il lavoro di ricerca storica, quindi, continua; è da parecchi anni che stiamo cercando di riscoprire gli aspetti storici del nostro ambito idraulico. È un valore culturale, ma anche una necessità per capire meglio l’origine di tematiche, problemi e soluzioni, oltre a un dovere nei confronti di chi ci ha preceduto e che, in modo illuminato, ha fatto fare passi da gigante al nostro territorio, grazie alla sapiente gestione delle acque.

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