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Cambi climatici e gestione del territorio: dalla siccità alle alluvioni

Cambi climatici e gestione del territorio: dalla siccità alle alluvioni”: questo il titolo del convegno che si è tenuto lunedì scorso, 9 maggio 2011, a Marostica. Esso si è svolto - davanti a una platea gremita e col pubblico rimasto anche in piedi - nella sala multimediale di Palazzo Baggio su iniziativa del Lions Club della città murata e del Consorzio di Bonifica Brenta, con il patrocinio del Comune.
L’iniziativa, nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica, ha avuto lo scopo di approfondire alcuni significativi aspetti sulla gestione delle acque, tema questo sempre più pressante anche nel nostro territorio dopo le recenti alluvioni.
Dopo l’introduzione di Cinzia Battistello, Presidente del Lions Club, è intervenuto il vicesindaco di Marostica, Alcide Bertazzo, che ha dato atto al Consorzio dei lavori degli ultimi anni, auspicandone altri necessari, come poi ribadito anche dal sindaco Gianni Scettro e dall’assessore all’Ambiente Giuseppe Oliviero.
Il Presidente del Consorzio “Brenta”, Danilo Cuman, ha sottolineato che la recente alluvione non ha trovato impreparati i Consorzi che lavorano quotidianamente per tenere puliti i canali e relativi manufatti, con frequenti collaborazioni con i Comuni. Cuman ha anche sottolineato l'importanza della gestione di opere idrauliche e di nuovi interventi, da anni segnalati.
Al Veneto non servono solo nuove strade, ma anche casse e bacini di espansione per il contenimento delle acque, adoperando le cave abbandonate e realizzando finalmente l'invaso del Vanoi. Non basta alzare di qualche centimetro gli argini”, ha affermato in particolare Cuman.
Ha poi parlato il prof. Vincenzo Bixio, dell’Università di Padova, tra i massimi esperti nel campo della bonifica idraulica, trattando il tema“Variazioni climatiche e sicurezza idraulica”. Dopo aver ripercorso tali variazioni attraverso l'evidenza delle grandi alluvioni in Veneto degli ultimi due secoli - da quella del 1882, al disastro in Polesine del 1951, alla grave piena del 1966 fino ad arrivare all’evento del novembre 2010 - il prof. Bixio ha rimarcato che un’apposita commissione ministeriale, dopo l’evento del 1966, aveva proposto la realizzazione di serbatoi di laminazione delle acque in pianura e di due grandi invasi di contenimento delle acque - con relative dighe - a Meda, sul torrente Astico e sul torrente Vanoi in Trentino. Tuttavia a queste importanti idee non seguirono le realizzazioni concrete. Per questo il Veneto non è ancora preparato ad affrontare senza danni le alluvioni eccezionali, ed il loro contenimento dipende dalla realizzazione di adeguate strutture idrauliche, ricordando che la Regione Veneto gestisce i grandi fiumi, ed i Consorzi di Bonifica i canali secondari.
Un ulteriore intervento dal titolo I risvolti delle variazioni climatiche sull’attività consortile” è stato illustrato dal Direttore del Consorzio, Umberto Niceforo.
L'ing. Niceforo, nel ricordare che l'attività consortile riguarda 54 comuni di un territorio che passa da situazioni di siccità eccezionale come quella del 2003 a portate di oltre 2000 metri cubi d'acqua al secondo, rilevate nell'alluvione del '66, ha evidenziato che gli effetti delle inondazioni sono importanti soprattutto nelle aree urbanizzate e serve la realizzazione di nuovi interventi che richiedono finanziamenti pubblici. Il Consorzio Brenta, dal canto suo, ha approvato nel 2010 un piano di opere per 400 milioni di euro, in attesa dei relativi finanziamenti, con una tranche di 1.967.000 euro già erogata per i primi interventi.
Era presente Nicola Finco, Presidente della Settima Commissione Regionale, che ha confermato che le necessità per mettere in sicurezza il Veneto ammontano ad una cifra notevole, pari a 2 miliardi e mezzo di euro. “E' una cifra al di fuori della nostra portata” – ha affermato Finco – “ma pretendiamo dallo Stato nuovi finanziamenti”.

Il Presidente Cuman proprio su questo argomento ha dato atto alla Regione di aver dato alcuni primi segnali, finanziando un intervento di risezionamento del torrente Longhella e la sistemazione del torrente Torresino, ambedue a Marostica.
 

 

 

     
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